23 febbraio 2012
No allo "sterminio" dei diritti dei disabili
“No allo sterminio dei diritti dei disabili”. Questo uno degli slogan più utilizzati nel corso della manifestazione, recentemente tenutasi a Roma in piazza Montecitorio, per protestare soprattutto contro l’articolo 5 della legge “Salva Italia” con il quale verrebbero ulteriormente peggiorate le condizioni dei disabili. Un resoconto della manifestazione è contenuto in un articolo pubblicato su www.cronacalive.it:
“‘No allo sterminio dei diritti dei disabili’ e chiedere al governo di fare marcia indietro.
Per queste ragioni un gruppo di manifestanti del movimento disabili rinnovamento democratico e del gruppo ‘disabili in lotta’ si è radunato a Roma in piazza davanti a Montecitorio con cartelli al collo, slogan e manifesti.
‘Fate la carità’ piuttosto che ‘Fermiamo lo sterminio dei diritti sociali’. Magliette con il codice a barre e un numero; non una coincidenza, ma un vero e proprio richiamo alla strage, o meglio sterminio, che avvenne durante la seconda guerra mondiale.
I manifestanti stanno intonando cori chiedendo al governo ‘indennità’ e ‘parità’ di trattamento tra i disabili e i privati cittadini.
Dall’anno scorso i fondi destinati alle cure sanitarie e assistenziali sono drasticamente diminuiti.
Non solo gli stipendi di mantenimento alle famiglie, ma anche le ore di assistenza scolastica, il numero di medicinali rimborsabili.
‘Non possiamo vivere così - dice una signora -. Non arriviamo a fine mese. Io non posso più lavorare perché l’assistente ci è stata praticamente negata. Ora lavora solo mio marito perché io devo badare al bambino; aumenta tutto e noi siamo ormai ridotti al minimo. E’ una vergogna’.
‘Abbiamo aperto la manifestazione permanente dei disabili contro un disegno del governo che ci porterebbe indietro di 50 anni’ dice il coordinatore del movimento, Michele Lastilla, che chiede ‘venga stralciato l’articolo 5 del Salva Italia nella parte relativa ai disabili, per evitare che il calcolo dell’Isee rimanga legato al reddito personale del disabile, che l’indennità di accompagnamento venga concessa al solo titolo della minorazione, che le provvidenze relative alla disabilità siano tenute fuori dall’Isee’…”
Per comprendere meglio i motivi della protesta è utile leggere l’articolo di Elisabetta Proietti, pubblicato su www.superabile.it:
“Quali sono i temi cruciali al centro della protesta?
‘I disabili, pur fra grandi sacrifici, protestano anche fisicamente, contro i 3 ‘No’ del governo ribaditi anche nell'incontro del 31 gennaio con alcune associazioni: no alla indennità di accompagnamento concessa al solo titolo della minorazione come diritto inviolabile; no alla esclusione dall'Isee delle provvidenze legate alla disabilità; no alla eliminazione delle parti relative ai disabili dall'articolo 5’.
Prosegue il movimento delle persone disabili: ‘Per il governo, questi punti faranno reddito e quindi sono a rischio: la indennità di accompagnamento, le pensioni di invalidità e quelle dei ciechi civili e sordomuti; i servizi come l'assistenza domiciliare, la riabilitazione, la permanenza nei centri diurni, i trasporti agevolati, il badantato, l'assistenza infermieristica, il sostegno scolastico, l'assegno sociale, l'assegno di cura, insomma, tutte le altre provvidenze legate alla disabilità’.
Alla luce di questo, i disabili chiedono che: a) dall'articolo 5 della legge 23/12/2011 n.214 venga stralciata la parte relativa ai disabili; b) la indennità di accompagnamento venga ancora concessa al solo titolo della minorazione e sia considerata diritto inviolabile;c) tutte le provvidenze relative alla disabilità siano tenute fuori dall'Isee; d) tutte le spese dei servizi forniti alle persone con disabilità dal sistema sanitario nazionale siano gratuite; e) gli ausili per la mobilità, la comunicazione, l'autonomia, per la vita indipendente devono essere forniti dallo Stato con la compartecipazione agevolata da parte dell'interessato in base al reddito personale; f) deve essere garantito il sostegno scolastico ed extrascolastico e il diritto al lavoro’
‘Noi disabili - prosegue il manifesto della mobilitazione - non consentiremo di essere rigettati alle condizioni di vita degli anni Cinquanta e per questo lotteremo ad oltranza contro lo sterminio, contro il negazionismo dei nostri diritti e contro la cancellazione della convenzione dell'Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata dal governo italiano. Chiamiamo alla solidarietà e alla lotta tutti i cittadini e i lavoratori dei servizi sociosanitari e del comparto della disabilità’”.
I disabili hanno pienamente ragione. Non è accettabile che nemmeno una parte dei loro diritti, già acquisiti, siano cancellati. Certamente, se vengono accertate delle vere e proprie truffe relative alle provvidenze a favore dei disabili, esse devono essere perseguite. Ma non è ipotizzabile che, pur in un periodo come quello attuale nel quale un obiettivo fondamentale dell’azione di governo è giustamente la riduzione del deficit e del debito pubblico, si continui nella politica dei tagli indiscriminati alle spese sociali, e quindi anche alle spese rivolte ai disabili. Se si deve ridurre la spesa pubblica, è necessario diminuire, come possibile, altre voci di spesa. Stupisce che un governo di tecnici, al cui interno dovrebbero essere presenti ministri che conoscono le problematiche dei disabili, abbia solo concepito interventi che peggiorano considerevolmente le loro condizioni. Comunque, ora è necessario che quegli interventi siano eliminati. Subito.
| inviato da paoloborrello il 23/2/2012 alle 10:4 | |
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