.
Annunci online

paoloborrello.it
         

Altri Link
visita il sito di Amnesty International
visita il sito dell'associazione Luca Coscioni
 visita il sito del Gruppo Abele
visita il sito Libera
visita il sito Save the Children
visita il sito di Legambiente
visita il blog per la verità sulla morte di Aldo Bianzino
visita il sito di Articolo 21, il quotidiano online per la libertà di informazione e di espressione
visita il sito Liberainformazione
visita il sito PeaceReporter
visita il sito Tuttoconsumatori
visita il sito dell'Associazione Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale
visita il sito di Barack Obama
visita il sito de lavoce.info
visita il sito nel Merito
visita il sito di Nazirock
contro il razzismo
visita il sito di Altan
visita il sito di Angese
visita il sito di Sergio Staino
visita il sito di Vauro


10 aprile 2019

A 25 anni dal genocidio in Ruanda, il mondo non ha ancora imparato la lezione

Il 7 aprile il Ruanda  ha avviato le commemorazioni del genocidio del 1994. In soli 100 giorni, tra aprile e luglio di quell’anno, in Ruanda furono uccise oltre 800.000 persone, in maggioranza tutsi, nel tentativo del governo ruandese in carica di eliminare il loro gruppo etnico. Tra le vittime vi furono anche hutu che si opponevano al genocidio. 

In occasione di questo tragico anniversario Amnesty International ha diffuso un comunicato soprattutto perché ritiene che dopo 25 anni il mondo non ha affatto imparato la lezione.

Quel genocidio fu pianificato.

Il governo ad interim che assunse il potere, dopo che l’aereo del presidente Juvenal Habyarimana esplose in volo sui cieli della capitale Kigali, demonizzò intenzionalmente la minoranza tutsi, scegliendo di manipolare ed esacerbare le tensioni già in atto e ricorrendo all’odio nel tentativo di rimanere al potere.

All’indomani del genocidio i tribunali di comunità, conosciuti come “gacaca”, hanno processato oltre due milioni di persone. Il tribunale penale internazionale per il Ruanda ha condannato 62 persone, tra cui ex alti funzionari del governo e altre persone che ebbero un ruolo di primo piano nel genocidio.

“In questo tremendo anniversario, siamo accanto alle vittime, alle loro famiglie e ai sopravvissuti nella loro pena e nel loro dolore  – ha commentato in una  nota ufficiale Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International .

“Ricordare deve servire a risvegliare le nostre coscienze e a sollecitare la nostra comune umanità. Siamo tutti esseri umani con gli stessi diritti e desiderosi di vivere liberi dalla violenza e dalla repressione”, ha proseguito Naidoo.

L’aumento delle politiche di demonizzazione, documentate ampiamente dal lavoro dei ricercatori di Amnesty sul campo, continuano a erodere gravemente i diritti umani.

Esponenti politici cercano di vincere le elezioni a ogni costo inventando in modo cinico e sistematico capri espiatori sulla base dell’identità – religiosa, etnica, razziale o sessuale -, spesso per distrarre l’opinione pubblica dall’incapacità dei governi di garantire quei diritti umani che assicurerebbero la sicurezza economica e sociale.

Questo ha dato luogo a pericolose narrative del “noi contro loro”, instillando paura e repressione a scapito dell’umanità e del rispetto per i diritti umani.

Nei 25 anni successivi al genocidio, il mondo ha assistito a innumerevoli crimini di diritto internazionale, spesso provocati dalle stesse tattiche di esclusione e demonizzazione usate nel 1994 dal governo ruandese alla vigilia del genocidio.

“Troppo spesso la coscienza dei leader mondiali si desta vergognosamente dopo atrocità di massa – ha aggiunto Naidoo -, poi le notizie cambiano e gli esponenti politici riprendono rapidamente a spargere esattamente quella retorica odiosa e disumanizzante che alimenta quegli eventi orribili”.

In Myanmar, nel 2017, dopo decenni di discriminazione e persecuzione della minoranza rohingya, prevalentemente musulmana, oltre 700.000 persone sono state costrette a fuggire in Bangladesh a seguito di una crudele campagna di pulizia etnica portata a termine dalle forze armate.

Migliaia di persone di etnia rohingya sono state uccise, stuprate, torturate e sottoposte a ulteriori violazioni dei diritti umani.

Opportunamente, le Nazioni Unite hanno chiesto che alti ufficiali dell’esercito di Myanmar siano chiamati a rispondere di crimini contro l’umanità e genocidio. L’ufficio della procuratrice del tribunale penale internazionale ha deciso a sua volta di avviare un’indagine preliminare.

In un anno nel quale si svolgeranno molte elezioni – tra cui quelle in India e per il Parlamento europeo –  che spesso sono il detonatore per le politiche di demonizzazione, i leader mondiali devono impegnarsi a fare politica in modo diverso.

“Dopo il genocidio in Ruanda il mondo concordò che l’odio e le politiche divisive non sarebbero mai più stati tollerati. Invece, di volta in volta, abbiamo assistito con mortificato orrore a ulteriori atrocità di massa. Dovremmo apprendere da queste tragedie, come pare stia facendo la Nuova Zelanda, praticando una politica più gentile che metta in primo piano la nostra comune umanità e ci faccia elogiare le nostre differenze”, ha concluso Naidoo.




permalink | inviato da paoloborrello il 10/4/2019 alle 10:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


sfoglia     marzo        maggio
 







visita Bloglaici

visita meglioliberi

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog



Altri Blog


paoloborrello.wordpress
2piu2uguale5
accade
adestra
agiamo
agoradelpoeta
alchimia
alitodivento
aljihadalakbar
amanolibera
ambienteonline
andreasfondrini
annie80
antifascismoresistenza
aquilonesenzavento
arcadia77
arciprete
astronik
aujourdhuitina
avocado
babate
bartolomeonicolotti
biblioceca
bluevelvet
calibano
carnesalli
charliebrown01
chupachupa
clandestinodellavita
contracorriente
comunitaproletarieresistenti
degiorgioblog
demos
dexterh46
diarioestemporaneo
dicosemprelamia
didascalos
dilia
dinolattuca
dinottelaluna
discutendo
dituttosututto
donatellacamatta
ecarta
efesto
eleonoraporta
emanuelafanelli
emmart
energiapulita1
enne-stranigiorni
esperimento
espressione
eugualemalquadrato
fabiopeluso
fabiopiselli
fattiedisfatti
federicoaldrovandi
fedevegan
fioridialicanto
fioriecannoni
fiorirosa
floreana2
fort
francescoferrari
francobrain
fuorimargine
garbo
gdzito
geco
giovannicera
gliincapaci
grifo87
gurgling
HeavenonEarth
hellbove
hertory
i400colpi
ilmale
impollinaire
ilmondoallarovescia
ilmondosecondome
iotocco
ilpopolosovrano
ilpuntoimproprio
ilsalottodellalternativo
ilteatrino
inprospettiva
iojulia
ioletta
irandemocratico
italiasvegliati
irlanda
kissaseva
koli00
KudaBlog
l_antonio
laurarocatello
lafinestrasulcortile
lamiacaverna
lampinelletenebre
lavagnabianca
lessicodemocratico
liberidivolare
liberolanima
lindadicielo
litecondominiale
lorenzaferrari
lostrazzablogg
lucania
mamotati
mancio
marinopaola
mietta
milleeunanotte
mimmoguarino
mimuovofacciocose
mirabaud
mojorising
mr-loto
murodemocratico
nathan2000
newfablog
nikiaprilegatti
noncontromaper
no-fog
noicittadinilucani
notes-bloc
nuvolasenzainverno
nuvolese
occhiodelciclone
onoenergy
opinionidirette
orgogliodemocratico
padrepuglisi
palagniak
paolodemartino
pdg
pellizzer
pensierididonna
penultimi
picnicconlefragole
pierluigilido
pilloledicucina
pinodeluca
pitunpi
point
portavoce
pqlascintilla
precariamente
quartieri
quoterosashokking
redbiker
redentatiria
riccardo-uccheddu
rigirandola
rosavalenti
rossellagrenci
sacchegiatorcortese
salviamocarrara
salviamoitalia
sarditudine
saxer
serenacolonna
sergiobontempelli
solealtonelcielo
sonogians
sonounitagliano
spensieratoaviator
svegliaitalia
tavolodelledonne
terzadimensione
terzostato
tisbe
tuttoblog
universopolitico
valentinaconticello
valerioascenzi
valeriabonanno
valeriopieroni
valigetta
vicolodeigatti
vincenzaperilli
virginie
virtualblog
volipindarici
volodinotte
volovivace
voltirivolti
vulcanochimico
williamnessuno
windofchange
wrong
zibaldone2
zonaliberata
zuccherofarinaecompany


Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom