.
Annunci online

paoloborrello.it
         

Altri Link
visita il sito di Amnesty International
visita il sito dell'associazione Luca Coscioni
 visita il sito del Gruppo Abele
visita il sito Libera
visita il sito Save the Children
visita il sito di Legambiente
visita il blog per la verità sulla morte di Aldo Bianzino
visita il sito di Articolo 21, il quotidiano online per la libertà di informazione e di espressione
visita il sito Liberainformazione
visita il sito PeaceReporter
visita il sito Tuttoconsumatori
visita il sito dell'Associazione Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale
visita il sito di Barack Obama
visita il sito de lavoce.info
visita il sito nel Merito
visita il sito di Nazirock
contro il razzismo
visita il sito di Altan
visita il sito di Angese
visita il sito di Sergio Staino
visita il sito di Vauro


5 marzo 2020

Con il coronavirus si ammala anche l'economia

Con la diffusione del coronavirus in Italia e altrove già si sono manifestati consistenti effetti negativi nel sistema economico e ancora di più si manifesteranno nei prossimi mesi, anche se la loro dimensione dipenderà molto da come evolverà la diffusione del coronavirus nel nostro Paese e nel resto del mondo. Non sarà comunque facile individuare gli interventi più adeguati per contrastare quegli effetti. 

In molti si stanno occupando dei problemi economici causati dalla diffusione del coronavirus in Italia.

Mi è sembrato opportuno riportare alcune parti di un articolo di Mariasole Lisciandro e Massimo Taddei, pubblicato su www.lavoce.info, in quanto vi sono contenute alcune considerazioni senza dubbio interessanti.

In riferimento ai settori più colpiti, i due autori scrivono: “…Sarebbe azzardato provare già a quantificare l’impatto economico delle misure precauzionali imposte dal governo a Lombardia e Veneto, tra le regioni italiane più produttive, ma possiamo iniziare a pensare ad alcune tendenze.

Il danno economico per l’Italia riguarderà sicuramente due aspetti cruciali: il turismo e il settore produttivo.

I cinesi rappresentano una quota importante delle presenze turistiche in Italia, con quasi 300.000 arrivi nel 2014 e più di 450.000 attesi nel 2020, un numero che ora è destinato a crollare proprio a causa del coronavirus.

Ci sarà sicuramente una perdita notevole, basti vedere il pernottamento medio dei cinesi rispetto ai turisti di altre nazionalità. E, cinesi a parte, è verosimile attendersi una flessione complessiva dei flussi turistici verso l’Italia.

Guardando agli andamenti di borsa possiamo provare a capire quali sono i settori più a rischio: vi rientrano sicuramente auto, lusso e viaggi.

Per le quattro ruote, ci sono problemi sia dal lato della domanda che dell’offerta: è inevitabile che il settore dell’automotive risenta del calo della domanda dei mercati cinesi così come è inevitabile che le chiusure forzate degli stabilimenti in Cina danneggino le filiere produttive delle case automobilistiche.

Quanto al lusso, a parte le conseguenze più ovvie legate a ritardi nelle forniture e al calo della domanda, potranno arrivare danni dovuti alla cancellazione di fiere e sfilate, oltre che alla mancata presenza dei buyer cinesi, tradizionalmente tra i più attivi.

L’impatto globale della crisi si nota anche dall’andamento delle principali compagnie aeree: il valore dei titoli di Lufthansa, Air France-Klm e Iag (che comprende British Airways, Iberia e Vueling) è in calo dalla fine del 2019 e, dopo una breve ripresa, è nuovamente crollato in seguito all’arrivo del virus in Europa.

Per quanto riguarda il settore produttivo, la Cina ha acquisito una rilevanza strategica fondamentale nella produzione industriale dei principali paesi avanzati, soprattutto grazie alla condivisione internazionale delle catene del valore

Quando l’economia venne colpita dall’epidemia di Sars nel 2003, la Cina, pur avendo già intrapreso il sentiero di una prodigiosa crescita, aveva un Pil otto volte inferiore rispetto a quello attuale ed era molto meno integrata con il resto del mondo.

E’ quindi ragionevole pensare che, dopo 17 anni, le conseguenze del coronavirus saranno ben superiori.

Anche gli effetti sul resto del mondo saranno particolarmente pesanti e si sommeranno alla generale stagnazione che ha caratterizzato l’economia globale nel 2019.

I primi segnali del rallentamento mondiale si possono intravedere dalle reazioni di molte delle ‘big tech’  americane, che fanno riferimento a migliaia di imprese cinesi, come Foxconn, per la produzione di componenti per i dispositivi elettronici. Quasi tutte le grandi società tecnologiche hanno annunciato un calo dei ricavi nel breve periodo a causa dell’emergenza sanitaria cinese.

In conclusione, non si può ancora determinare con chiarezza quale sarà l’effetto del coronavirus sull’economia italiana, europea e mondiale, così come non esistono ancora dati precisi sul crollo e l’eventuale recupero di quella cinese.

Una parte delle reazioni degli ultimi giorni, come la corsa ai supermercati, è sicuramente dettata dall’isteria generale, ma ci sono importanti segmenti produttivi che stanno pagando cara l’incertezza che aleggia da mesi sul commercio e sui consumi internazionali.

Una cosa è certa: questa epidemia conferma il ruolo della Cina come potenza economica, i cui drammi e le cui fortune possono rendere grandi o affossare le imprese di tutto il mondo”.

All’inizio del post ho rilevato come i problemi economici causati al nostro sistema economico dipenderanno da come evolverà la diffusione del coronavirus in Italia e nel resto del mondo.

Ma, come dimostrano i contenuti dell’articolo che ho riportato, la tipologia dei problemi economici che si determineranno è già, nella gran parte dei casi, individuabile.

Molto più difficile è stabilire quali dovranno essere i principali interventi di politica economica da attuare.

La politica monetaria, per le caratteristiche che ha assunto per fronteggiare la crisi economica degli ultimi anni (con tassi molto bassi e molta liquidità a disposizione), sarà poco utilizzabile.

Alcuni strumenti pochissimo usati in passato come il cosiddetto “elicopter money”, cioè la concessione a tutti di determinate somme di denaro, come si sta facendo a Hong Kong, proprio perché non si conoscono bene i suoi effetti in seguito ai pochi casi nei quali è stata attuata, non si sa se potrà essere molto utile.

La politica fiscale generalmente produce effetti non nel breve termine, anche se la riduzione delle imposte, sia temporanea che protratta nel tempo, potrebbe produrre effetti entro non molto tempo dalla sua adozione.

Peraltro sia la politica monetaria che la politica fiscale incidono soprattutto sulla domanda, mentre i principali problemi economici causati dalla diffusione del coronavirus riguardano l’offerta.

E poi non si devono trascurare gli effetti sui bilanci pubblici di politiche fiscali espansive, anche se è probabile che i governi e le istituzioni economiche internazionali saranno molto più disponibili, rispetto al passato, ad accettare quel tipo di politiche.

Resta il fatto che non sarà facile, tutt’altro, affrontare efficacemente i problemi economici, conseguenza della diffusione del coronavirus, in Italia e nel resto del mondo.




permalink | inviato da paoloborrello il 5/3/2020 alle 9:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


sfoglia     febbraio        giugno
 







visita Bloglaici

visita meglioliberi

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog



Altri Blog


paoloborrello.wordpress
2piu2uguale5
accade
adestra
agiamo
agoradelpoeta
alchimia
alitodivento
aljihadalakbar
amanolibera
ambienteonline
andreasfondrini
annie80
antifascismoresistenza
aquilonesenzavento
arcadia77
arciprete
astronik
aujourdhuitina
avocado
babate
bartolomeonicolotti
biblioceca
bluevelvet
calibano
carnesalli
charliebrown01
chupachupa
clandestinodellavita
contracorriente
comunitaproletarieresistenti
degiorgioblog
demos
dexterh46
diarioestemporaneo
dicosemprelamia
didascalos
dilia
dinolattuca
dinottelaluna
discutendo
dituttosututto
donatellacamatta
ecarta
efesto
eleonoraporta
emanuelafanelli
emmart
energiapulita1
enne-stranigiorni
esperimento
espressione
eugualemalquadrato
fabiopeluso
fabiopiselli
fattiedisfatti
federicoaldrovandi
fedevegan
fioridialicanto
fioriecannoni
fiorirosa
floreana2
fort
francescoferrari
francobrain
fuorimargine
garbo
gdzito
geco
giovannicera
gliincapaci
grifo87
gurgling
HeavenonEarth
hellbove
hertory
i400colpi
ilmale
impollinaire
ilmondoallarovescia
ilmondosecondome
iotocco
ilpopolosovrano
ilpuntoimproprio
ilsalottodellalternativo
ilteatrino
inprospettiva
iojulia
ioletta
irandemocratico
italiasvegliati
irlanda
kissaseva
koli00
KudaBlog
l_antonio
laurarocatello
lafinestrasulcortile
lamiacaverna
lampinelletenebre
lavagnabianca
lessicodemocratico
liberidivolare
liberolanima
lindadicielo
litecondominiale
lorenzaferrari
lostrazzablogg
lucania
mamotati
mancio
marinopaola
mietta
milleeunanotte
mimmoguarino
mimuovofacciocose
mirabaud
mojorising
mr-loto
murodemocratico
nathan2000
newfablog
nikiaprilegatti
noncontromaper
no-fog
noicittadinilucani
notes-bloc
nuvolasenzainverno
nuvolese
occhiodelciclone
onoenergy
opinionidirette
orgogliodemocratico
padrepuglisi
palagniak
paolodemartino
pdg
pellizzer
pensierididonna
penultimi
picnicconlefragole
pierluigilido
pilloledicucina
pinodeluca
pitunpi
point
portavoce
pqlascintilla
precariamente
quartieri
quoterosashokking
redbiker
redentatiria
riccardo-uccheddu
rigirandola
rosavalenti
rossellagrenci
sacchegiatorcortese
salviamocarrara
salviamoitalia
sarditudine
saxer
serenacolonna
sergiobontempelli
solealtonelcielo
sonogians
sonounitagliano
spensieratoaviator
svegliaitalia
tavolodelledonne
terzadimensione
terzostato
tisbe
tuttoblog
universopolitico
valentinaconticello
valerioascenzi
valeriabonanno
valeriopieroni
valigetta
vicolodeigatti
vincenzaperilli
virginie
virtualblog
volipindarici
volodinotte
volovivace
voltirivolti
vulcanochimico
williamnessuno
windofchange
wrong
zibaldone2
zonaliberata
zuccherofarinaecompany


Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom