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22 marzo 2021

Il debito pubblico non deve preoccupare troppo

Nel 2020, in molti Paesi, il debito pubblico è fortemente aumentato per contrastare gli effetti economici negativi determinati dalla pandemia. Infatti è aumentata la spesa pubblica finanziata in deficit, tramite l’emissione di titoli pubblici.

Quindi sono aumentati i valori dei rapporti tra debito pubblico e Pil. E tali valori sono diventati molto elevati soprattutto nei Paesi, come l’Italia, che già erano contraddistinti da valori alti.

Non c’era altra strada per contrastare gli effetti economici negativi causati dalla pandemia.

Però già si sono manifestate forti preoccupazioni circa i valori assunti dai debiti pubblici, soprattutto in prospettiva, quando finalmente scomparirà la pandemia o quanto meno quando l’emergenza sanitaria da essa provocata cesserà o diminuirà notevolmente.

Ovviamente si dovrà operare per ridurre i debiti pubblici e già è iniziato il dibattito circa le iniziative più appropriate per ottenere questo obiettivo.

E’ bene però rilevare fin da ora che non ci si deve preoccupare troppo dei livelli elevati raggiunti dai debiti pubblici.

Il motivo principale è il seguente: una parte consistente del debito pubblico mondiale è detenuto dalle banche centrali. E ciò è rassicurante, ovviamente.

Considerando infatti le quattro principali aree economiche avanzate del mondo - Stati Uniti, Eurozona, Giappone e Gran Bretagna - circa il 24% del debito pubblico è detenuto dalle banche centrali. In valore assoluto oltre 13.000 miliardi di dollari su 56.000 miliardi.

Se si scorporasse il debito pubblico, nelle aree economiche considerate, di quella componente il rapporto tra il debito pubblico e il Pil si ridurrebbe dal 137% al 104%. Nell’Eurozona passerebbe dal 101% al 75%. In Itali scenderebbe dal 155,6% al 122%.

Perché tale situazione rende molto meno preoccupante il fatto che i debiti pubblici hanno raggiunto valori molto elevati?

Perché le banche centrali non possono essere considerate come detentori qualsiasi del debito di uno Stato.

Infatti i titoli pubblici da esse detenuti potrebbero rimanere custoditi, e quindi in qualche modo “sterilizzati”, nei loro forzieri  per un periodo che si protrae  indistintamente, se non addirittura in eterno.

E questa è un’ipotesi credibile. Mentre è improbabile che si decida addirittura di cancellare il debito pubblico posseduto dalle banche centrali.

Ma la sola sterilizzazione sarebbe un fatto positivo e condizionerebbe molto meno le politiche economiche dei Paesi con elevati valori del debito pubblico.

Del resto la sterilizzazione sarebbe ampiamente giustificata dalla gravità della situazione economica e sociale venutasi a creare da un’inattesa e così diffusa pandemia.




permalink | inviato da paoloborrello il 22/3/2021 alle 10:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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