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30 settembre 2008

LA STRAGE PROVOCATA DALL'AMIANTO A MONFALCONE

In diverse città italiane l'utilizzo dell'amianto nei processi produttivi ha causato numerosi morti sia fra coloro che lavoravano nelle aziende interessate sia fra gli abitanti di quelle città.
In una recente trasmissione televisiva condotta da Carlo Lucarelli è stato preso in esame soprattutto quanto avvenuto a Casale Monferrato.
Ritengo opportuno analizzare la situazione determinatasi a Monfalcone anche perchè in questa città opera fin dal febbraio del 1994 l'Associazione Esposti Amianto di Monfalcone, il cui sito web è www.amiantomaipiu.it (da questo sito ho tratto le informazioni necessarie per scrivere questo post).

L'associazione in questione nacque per iniziativa di Duilio Castelli, ex coibentatore presso gli stabilimenti navali di Monfalcone e riconosciuto malato di asbestosi già nel 1971. Resosi conto della tragedia che l'uso massiccio dell'amianto aveva creato nel Monfalconese decise di attivarsi per informare tutti i lavoratori dei rischi connessi all'amianto. Da allora, presso l'Ospedale Civile San Polo di Monfalcone, sede dell'associazione, uno sportello al servizio dei cittadini è operativo due volte alla settimana. L'associazione ha inoltre organizzato decine di conferenze informative sui danni dell'amianto. Dal 1999 l'associazione si è impegnata in quella che forse sarà la sua battaglia più importante ovvero la tutela legale dei familiari deceduti a causa dell'amianto. Con un impegno costante insieme ai familiari sono stati presentati oltre 50 esposti denuncia alla Procura di Gorizia permettendo ai familiari di chiedere verità e giustizia per la morte dei loro cari. Il principale impegno assunto dall'associazione è quello di arrivare ad un processo penale che chiarisca, identifichi e condanni i responsabili di questa strage, non per vendetta ma per giustizia, affinchè questa tragedia non si ripeta.

Le principali patologie determinate dall'esposizione all'amianto sono le seguenti:
a) placche pleuriche
b) asbestosi
c) carcinoma polmonare
d) mesotelioma
Che la situazione epidemiologica delle malattie da amianto in provincia di Gorizia ed in particolare a Monfalcone sia "allarmante" è solo un eufemismo che dipinge timidamente una realtà assolutamente drammatica. La provincia di Gorizia è l'area geografica con la più alta incidenza in Italia di casi di mesotelioma della pleura, un tumore che è causato pressocchè esclusivamente dall'inalazione e/o ingestione di fibrille d'amianto.
L'amianto è stato utilizzato, per le sue particolari proprietà di termodispersione e fonoassorbenza in molte strutture produttive ma in particolare è stato usato in quantità enormi nei cantieri navali di Monfalcone, di proprietà della Fincantieri, quanto meno fino alla metà degli anni '80, per la coibentazione di tubature, sale macchine ed apparati motore. La grande maggioranza delle vittime di questo tumore, dalla prognosi purtroppo infausta, è infatti costituita da lavoratori o ex lavoratori dei cantieri navali.
Per fornire un'idea delle dimensioni della tragedia è sufficiente pensare che in assenza d'amianto il mesotelioma ha un'incidenza di un caso l'anno per milione di abitanti. Il che significa che nell'area isontina avremmo dovuto aspettarci 1 caso ogni 17 anni. Negli ultimi vent'anni, tuttavia, sono stati registrati solo a Monfalcone 240 casi e circa 600 nella fascia costiera tra Monfalcone e Trieste. Nella sola sede dell'Inail di Monfalcone, nello stesso periodo, sono state riconosciute circa 2.000 pratiche per patologie determinate dall'amianto. Recenti studi hanno, poi, dimostrato che oltre il 50% dei decessi per carcinoma polmonare è attribuibile, nell'isontino, al contatto con l'amianto. Di questa patologia, il tumore ai polmoni, sono morte, negli ultimi venti anni, circa 1.500 persone residenti nei comuni del Monfalconese. Altri studi hanno dimostrato a Monfalcone la presenza d'amianto nel tessuto polmonare nel 70% dei maschi adulti. La situazione epidemiologica è purtroppo destinata ad aggravarsi ulteriormente. Il tasso d'incidenza del mesotelioma è ancora in crescita a causa del suo lungo periodo di latenza. Si prevede che solo a partire dal 2020 si assisterà ad un calo significativo dei casi di mesotelioma nel territorio monfalconese.

Negli scorsi anni la Procura della Repubblica di Gorizia ha dichiarato di aver aperto circa 600 fascicoli per fattispecie riconducibili all'esposizione all'amianto. Solo per circa una decina di decessi è stata esercitata però l'azione penale mediante richiesta di rinvio a giudizio per il reato di omicidio colposo. I procedimenti penali si trovano in fase dibattimentale. Inoltre è pendente - anch'esso in fase dibattimentale - un procedimento per lesioni colpose relative a tredici casi di lavoratori affetti da patologie causate dall'amianto. In relazione ai procedimenti instaurati innazi al Giudice del Lavoro e funzionali ad ottenere tutela risarcitoria è emerso che il Tribunale di Gorizia non ha ancora emesso sentenze. Recenti pronunce in materia sono quelle del Giudice di Trieste, del Giudice di Venezia. Particolare rilievo assume infine la pronuncia della Corte di Cassazione del gennaio 2005.

L'Associazione Esposti Amianto di Monfalcone ha promosso la pubblicazione deli libro di Enrico Bullian "Il male che non scompare", Trieste, Il Ramo d'Oro Editore, 2008. Il libro tratta la complessa emergenza che si è creata in conseguenza dell'utilizzo dell'amianto in Italia e nel mondo lungo il corso del Novecento. Il minerale, reperibile sul mercato a basso costo, fu usato in ogni Paese industrializzato, anche se già all'inizio del Novecento si conosceva la sua nocività e negli anni Venti si appurò che le fibre inalate dai lavoratori, una volta depositate nei polmoni,  provocano l'asbestosi, patologia respiratoria che può causare la morte. Ciò nonostante, per gran parte del ventesimo secolo, i lavoratori furono continuamente esposti a concentrazioni elevate di fibre di amianto. Nel corso degli anni Sessanta fu definitivamente accertata la cangerogenità del minerale, responsabile di neoplasie particolarmente virulente e a diagnosi infausta: il mesotelioma e il carcinoma polmonare. A fronte di queste consapevolezze "teoriche", nelle fabbriche, le misure sulla sicurezza furono quasi sempre violate: le tante testimonianze dei lavoratori dei cantieri navali, delle industrie del cemento-amianto e dell'edilizia, degli stabilimenti di costruzione e di riparazione delle carrozze ferroviarie, della miniera di Balangero, concordano e confermano questo quadro generale. Solamente nel 1992 il Parlamento italiano approvò la legge 257 che - finalmente - mise al bando l'amianto, mentre fino all'inizio degli anni Ottanta erano incessantemente aumentate le tonnellate impiegate all'interno del ciclo produttivo. Risultato: oggi si registrano quasi quattromila decessi, correlati all'amianto, all'anno in Italia, circa unidici al giorno, con tempi di latenza che superano anche i quarant'anni.

Come aiutare l'Associazione Esposti Amianto di Monfalcone? In vari modi:
- parlarne il più possibile con tutte le persone che ignorano la situazione di Monfalcone
- per fare donazioni ci si può recare alla sede dell'associazione al primo piano dell'Ospedale San Polo di Monfalcone
- si può acquistare il libro "Il male che non scompare" di Enrico Bullian
- si può acquistare il libro "Polvere" di Alessandro Morena
- si può portare nelle città italiane lo spettacolo teatrale "Polvere" di Massimo Carlotto
- si può fare un versamento sul conto corrente n. 307457 attivo presso la sede centrale della Banca di Credito Cooperativo di Staranzano

Un breve commento: io credo che occorra informare molto di più di quanto attualmente avviene riguardo alla situazione di Monfalcone e di altre parti d'Italia, relativamente ai tragici effetti dell'amianto utilizzato nei processi produttivi, anche perchè sarebbe un modo molto efficace ed utile per evidenziare il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un invito dunque a tutti i blogger: fate conoscere il più possibile quanto avvenuto a Monfalcone e in altre città italiane e cercate di aiutare l'associazione Esposti Amianto di Monfalcone.
Infine un auspicio: i responsabili di questa strage devono essere individuati e condannati, come sostiene l'associazione di Monfalcone, non per vendetta ma per amore di giustizia, nei confronti soprattutto dei molti morti e delle loro famiglie.


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permalink | inviato da paoloborrello il 30/9/2008 alle 16:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa


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