18 novembre 2009
Dal 1930 al 1970 almeno 150.000 bambini furono deportati dall'Inghilterra in Australia e Canada
Dal 1930 al 1970 almeno 150.000 bambini furono deportati dall'Inghilterra in Australia e Canada. Ne scrive Leonardo Maisano in un articolo pubblicato da "Il Sole 24 Ore". L'articolo trae spunto dal fatto che Kevin Rudd, il premier australiano, ha chiesto pubblicamente scusa alle centinaia di migliaia di bambini immigrati dal Regno Unito che soffrirono privazioni ed abusi in istituti pubblici, in orfanotrofi gestiti da gruppi religiosi e enti caritatevoli. Il premier britannico, Gordon Brown, le scuse le ha annunciate ma ha detto che solo il prossimo anno le presenterà ufficialmente ai bambini costretti a migrare dal programma Child Migrants Programme, in base al quale appunto nel periodo citato 150.000 bambini furono portati in Australia e Canada, altri in Nuova Zelanda, Sudafrica e Zimbabwe. E poi ci si stupisce che molto probabilmente Brown verrà sonoramente sconfitto alle prossime elezioni...
Scrive Leonardo Maisano:
"...Almeno 150.000 bambini distribuiti fra Australia e Canada con la promessa di un futuro che in patria la sorte gli aveva negato...E quanto accaduto non sembra vero. Bambini orfani o bambini poveri che in genitori non erano in grado di mantenere, furono tolti dagli istituti del Regno Unito e mandati nei Paesi del Commonwealth, soprattutto Australia e Canada, con la prospettiva di un futuro. Studi più facili, un lavoro sicuro. Avevano tra i 3 e i 14 anni e non ce n'è uno, nelle fotografie dell'epoca che non sorrida,, prima dell'arrivo, felice dell'avventura Oltreoceano. Non per tutti fu un inferno di violenze, soprusi, fatiche, ma per tanti, tantissimi, fu solo questo il programma governativo che per decenni alimentò di giovani britannici i paesi fratelli. Ricorda Ron Simpson di Newcastle, nel libro The Forgotten Children, i bambini dimenticati. 'Lavoravo in cucina come sguattero quando il cuoco mi prese, mi chiuse in un bagno, mi strappò i vestiti e mi violentò'. Avrà avuto dieci anni e non fu il solo a fare quella fine nella Fairbridge Farm School di Molong in New South Wales, nome che ricorre nelle testimonianze di uomini e donne sopravvissuti. Narra Mary O'Brien, 13 anni all'epoca, eastender di Londra. 'Mi portarono via nel 1959 e anch'io finii a Fairbridge. Fui violentata e costretta a servire il personale dell'istituto e tutti i loro ospiti per anni'. Aggiunge Sandra Anker, un'altra voce dall'oblio. 'Avevo sei anni quando fui costretta ad andarmene e il perchè non l'ho mai saputo. E' stato uno dei più grandi crimini del secolo. Mi furono tolti i diritti di cittadino senza motivo'. In molti casi furono deportati senza nemmeno avvertire i genitori, indigenti al punto da non poterli mantenere..."
Dalle indagini volute dal governo di Canberra, attraverso alcune commissioni speciali, risulta che tra il 1930 e il 1970 più di 500.000 bambini passarono dai collegi australiani. Una parte consistente di questi arrivarono dal Regno Unito (in alcuni casi questi bambini furono anche cavie di esperimenti medici).
Io non conoscevo questa tragedia, perchè non credo che possa essere definita altrimenti, e considerla come uno dei più grandi crimini del XX secolo, come sostiene una delle vittime, non penso che sia sbagliato. E sono stupito sia per il fatto che la tragedia in questione si sia verificata e che l'attore principale sia stato rappresentato dalla "civilissima" Inghilterra e poi non nel XVIII o nel XIX secolo ma nel Novecento sia per il fatto che i nostri mass media, tranne qualche eccezione, non si siano occupati affatto di quanto avvenuto.
La vicenda dei bambini inglesi è un'ulteriore dimostrazione che il Novecento è stato un secolo nel quale si sono verificate tragedie, diverse sicuramente, ma tutte caratterizzate dal fatto che i diritti umani sono stati travolti, a cominciare dal più importante diritto, il diritto alla vita. Speriamo che il secolo in cui viviamo sia migliore, ma non ne sarei molto sicuro.
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