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Mdp e Sinistra Italiana raggiungeranno insieme il 3% alle elezioni?

Ormai sembra certo, Pisapia, ex sindaco di Milano e promotore del movimento “Campo Progressista”, non farà parte di una lista, che si presenterà alle prossime elezioni politiche, con Mdp, insieme cioè a coloro che sono usciti dal Pd mesi or sono, capeggiati da Bersani e D’Alema. Quindi è più che probabile che parteciperà alle elezioni una lista in cui saranno presenti rappresentanti di Mdp, di Sinistra Italiana e di altri gruppi minori.

Tale lista adotterà un programma e una linea politica in forte contrapposizione al Pd ed in particolare al suo attuale segretario, Matteo Renzi.

Proprio tale volontà di contrapporsi frontalmente al Pd, assumendo di fatto una politica che non può che essere definita estremista, ha determinato la scelta di Pisapia e di Campo Progressista, critici nei confronti del Pd ma favorevoli alla costruzione di una coalizione di centrosinistra alla quale partecipasse anche il Pd.

Non è detto poi che, soprattutto quando si tratterà di scegliere i candidati, non emergano contrasti fra i diversi soggetti politici che dovrebbero dare vita alla lista di estrema sinistra citata. Ma tali contrasti potrebbero essere superati.

Io ritengo comunque che, se effettivamente questa lista di sinistra “unitaria” si presenterà alle elezioni, essa non potrà che essere del tutto minoritaria.

Dovrebbe ottenere un limitato numero di voti tale che è tutt’altro che scontato che superi la soglia del 3% dei votanti, che dovrebbe essere necessario superare per poter essere rappresentati almeno alla Camera dei Deputati. Per avere anche dei senatori la percentuale potrebbe essere anche più alta se non verrà approvata la proposta di riforma della legge elettorale attualmente in discussione in Parlamento.

E vari sono i motivi che a mio avviso determineranno un successo elettorale della lista di estrema sinistra molto limitato, del tutto insoddisfacente per i suoi promotori.

Innanzitutto la sua natura estremista appunto. Le liste di estrema sinistra, negli ultimi 40 anni, hanno ottenuto percentuali di votanti molto risicate, da Democrazia Proletaria in poi.

Inoltre tali liste, generalmente, sono state il frutto di accordi tra gruppi politici diversi, realizzati in fretta e furia, dopo scontri di non lieve entità sui candidati da proporre, privilegiando gli esponenti di primo piano dei diversi gruppi, senza grandi aperture a rappresentanti autorevoli della cosiddetta società civile. Un esempio, abbastanza recente, fu il risultato ottenuto dalla Sinistra Arcobaleno che non garantì  una rappresentanza in Parlamento.

Infine, il movimento 5 stelle si è ormai consolidato e raccoglie consensi anche fra chi ha posizioni politiche di estrema sinistra.

Quindi è più che probabile che la lista di estrema sinistra che parteciperà alle elezioni politiche del prossimo anno si riveli un fallimento, almeno considerando le aspettative dei promotori.

Pubblicato il 11/10/2017 alle 17.45 nella rubrica Diario.

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