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Pierluiigi Ciocca, 7 interventi di politica economica per crescere di più

E’ noto che nonostante i recenti progressi l’economia italiana è ancora caratterizzata da problemi di natura strutturale che ne limitano le potenzialità di crescita del Pil e dell’occupazione. Pierluigi Ciocca, un passato in Banca d’Italia, anche come vice direttore generale dal 1995 al 2006, autore di numerose pubblicazioni riguardanti in prevalenza l’economia del nostro Paese, ha individuato 7 interventi di politica economica rivolti appunto ad aumentare considerevolmente, come necessario, la crescita. 

Tali interventi, i quali contemporaneamente sostengano la domanda globale ed accrescano la produttività, sono evidenziati in un recente articolo scritto da Ciocca per  “Il Sole 24 ore”.

“Il disavanzo di bilancio va azzerato, e quindi il debito pubblico bloccato… Occorrono una severa revisione, politica e non solo contabile, delle spese gonfiate da trasferimenti inutili, inefficienze, corruzione, sottoutilizzo del formidabile potere monopsonistico della Pubblica Amministrazione nelle forniture e negli appalti; un colpo duro inferto all’evasione…

Gli investimenti in infrastrutture costituiscono l’unica misura di bilancio capace di sostenere tanto la domanda quanto la produttività…

Il diritto dell’economia dev’essere ripensato in modo organico e ampiamente riscritto. L’ordinamento attuale appesantisce i costi del produrre e frena la produttività…

E’ cruciale promuovere la concorrenza, soprattutto quella dinamica. Come insegna Schumpeter, la concorrenza a colpi d’innovazioni, ancor più della stessa concorrenza attraverso i prezzi, è il propellente della ‘distruzione creatrice’, della riallocazione delle risorse, dello sviluppo capitalistico.

Dev’essere avviata a correzione una distribuzione altamente sperequata dei redditi, dei patrimoni e soprattutto delle opportunità individuali. Al di là dei profili morali e d’equità, i cittadini svantaggiati sono esclusi dal contribuire al progresso del Paese, specialmente al Sud.

Urge una strategia per il Sud. Essa non può che imperniarsi su una rinnovata dotazione delle infrastrutture, fisiche e immateriali. Sono drammaticamente carenti nel Mezzogiorno, con pesante svantaggio per i cittadini e per le imprese meridionali…

Nell’Eurozona all’attuale rigore alla Hayek occorre sostituire il rigore alla Keynes: equilibrio di bilancio, sì, ma unito a investimenti pubblici utili, cospicui e capaci di autofinanziarsi, ammettendo la ‘golden rule’ per la loro copertura con debito all’avvio. Il problema non è l’euro. L’euro è un’ottima moneta. E’ anche internazionalmente domandata. Ha assicurato il bene della stabilità dei prezzi, unito a bassi tassi dell’interesse. Il problema è nel governo dell’economia dell’Euroarea, nell’impostazione di fondo della sua politica economica, a cominciare da quella tedesca…”.

E così conclude Ciocca:

“Basteranno le sette ‘cose’, qualora un governo le realizzasse?

Sì, basteranno, se le imprese italiane, sollecitate dalla concorrenza in un contesto reso meno sfavorevole, sapranno rispondere alla sfida.

La classe imprenditoriale deve pretendere che la politica crei quel contesto. Al tempo medesimo, le imprese devono ricercare il profitto, non negli aiuti esterni, bensì al loro interno: l’accumulazione di capitale, la scala efficiente del produrre, l’innovazione, il progresso tecnico.

Sono, queste, loro responsabilità. Nel Novecento l’hanno fatto. Oltre che nell’età giolittiana, l’hanno fatto quando la prospettiva del Mercato comune le indusse, per sopravvivere, a investire il 30% del Pil”.

A me sembra che i 7 interventi proposti da Ciocca rappresentino addirittura un organico ed esaustivo  programma di politica economica che dovrebbe essere alla base dell’azione in campo economico del nuovo governo.

Di qui il loro notevole interesse.

Ma sono altrettanto importanti le considerazioni finali di Ciocca.

Anche se fosse attuato quel programma di politica economica, sarebbe indispensabile che le imprese sviluppassero gli investimenti, privilegiando l’innovazione e il progresso tecnico.

Pubblicato il 19/6/2018 alle 8.19 nella rubrica Diario.

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