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Il consumo di droghe in Italia

E’ stata inviata al Parlamento la relazione annuale sul fenomeno delle tossicodipendenze, realizzata dal dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I dati si riferiscono al 2017. Il mercato illegale, il cui volume d’affari è pari a 14,4 miliardi di euro, vale quasi un punto di Pil. Almeno un italiano adulto su tre ha sperimentato sostanze psicoattive. La cannabis è la più utilizzata, ma la cocaina rappresenta il 40% della spesa.

I contenuti più significativi della relazione sono i seguenti.

Un terzo della popolazione fra i 15 ed i 64 anni ha sperimentato sostanze psicoattive illegali almeno una volta nel corso della propria vita e uno su dieci (circa 4 milioni) lo ha fatto nel corso del 2017. La maggioranza degli utilizzatori è di genere maschile.

La cannabis è la sostanza più diffusa, il 10% della popolazione ne ha fatto uso almeno una volta nel corso dell’ultimo anno. Minore la percentuale di chi riferisce uso di cocaina (1,2%), di oppiacei (0,6%) e di spice (0,5%). Il trend dei consumi di cannabinoidi risulta in crescita con l’eccezione dei soggetti che riferiscono un uso frequente.

Il 34% degli studenti italiani (circa 880.000) ha provato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita e il 26% lo ha fatto nel corso del 2017.

I ragazzi utilizzatori sono il doppio rispetto alle ragazze, ad eccezione della cannabis per la quale il rapporto maschi/femmine è di 1,5. Il 4% degli studenti utilizza sostanze psicoattive frequentemente (20 o più volte al mese nel caso della cannabis e/o 10 o più volte al mese per le altre sostanze).

La cannabis è la sostanza più diffusa (utilizzata dal 34% degli studenti), seguita da spice (12%), altre Nps (4%) e cocaina (3,4%). L’1,6% degli studenti ha fatto uso di sostanze senza sapere cosa fossero, lo 0,4% ha utilizzato sostanze per via iniettiva.

Le stime condotte nel 2017 confermano un sensibile cambiamento nella composizione dei modelli di consumo delle sostanze psicoattive, a favore di un aumento di quelli più pericolosi per gli utilizzatori: aumentano infatti sia le frequenze d’uso che il poli-uso di tutte le sostanze, oltre che il cosiddetto uso problematico di cannabis.

Si stimano oltre 200.000 utilizzatori ad alto rischio di oppiacei, 100.000 di cocaina e quasi 1.400.000 di cannabis.

Le attività economiche connesse al mercato delle sostanze psicoattive illegali rappresentano circa il 75% di tutte le attività illegali e pesano per circa lo 0,9% sul Pil. Il consumo di tali sostanze è stimato valere 14,4 miliardi di euro, in aumento di oltre un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Il 40% è attribuibile alla spesa per il consumo di cocaina.

Nel 2017 sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 35.190 persone per reati in violazione del D.P.R. n. 309/1990, con un incremento del 6% circa dal 2016. Nell’ultimo biennio si è osservata una inversione di tendenza rispetto al periodo 2013-2015, durante il quale è stato registrato un trend in diminuzione.

La quasi totalità dei soggetti (94%) è stata denunciata per traffico illecito di sostanze e il 6% per associazione finalizzata al traffico.

Le denunce hanno riguardato soggetti prevalentemente di genere maschile (93%) e italiani (60%). Il 4% delle denunce ha riguardato minorenni, il 40% dei denunciati ha tra i 20 e i 29 anni, il 26% tra i 30 e i 39 anni e circa un quarto ha più di 40 anni.

La sostanza stupefacente interessata dal più alto numero di denunce è stata la cocaina (11.686 denunce), seguita da marijuana (9.319), hashish (7.375), eroina (n. 3.383) e piante di cannabis (1.388). Rispetto al 2016, è stata rilevata una diminuzione delle denunce per i reati correlati all’hashish (-13%), alle droghe sintetiche (-10%), all’eroina (-8%), alle piante di cannabis (-8%) ed un aumento per quelle relative alla marijuana (+45%) e alla cocaina (+5%).

I ricoveri direttamente droga-correlati nel 2016 (ultimo dato disponibile) sono stati 6.575: il trend è in aumento dal 2013, in controtendenza rispetto al calo generalizzato delle dimissioni ospedaliere.

Il 45% è attribuibile al consumo di oppioidi, il 39,6% a quello di cocaina, l’11,9% di cannabinoidi, il restante 3,2% di amfetamine o allucinogeni.

Nel corso del 2016 (ultimo dato disponibile) sono state contestate 4.742 violazioni per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti (art. 187 Codice della Strada): il dato è in crescita rispetto agli anni precedenti.

Per quanto riguarda le rilevazioni dei Carabinieri, gli incidenti stradali con lesioni a persone dove almeno un conducente era sotto l’effetto di sostanze psicoattive sono stati 831 (pari al 2,6% del totale degli incidenti rilevati) ed hanno provocato 1.331 feriti e 26 vittime.

Nel 2017, i decessi direttamente attribuibili all’uso di sostanze stupefacenti sono stati 294, con un aumento di quasi il 10% rispetto al 2016.

In oltre il 50% dei casi, la sostanza correlata al decesso è stata l’eroina.

I decessi correlati all’uso di sostanze stupefacenti nel 2015 (ultimo dato disponibile) sono stati 251, dato che risulta in forte diminuzione dal 2005. Il dato aumenta a 572 decessi se si considerano anche quei casi in cui l’utilizzo della sostanza ha contribuito al decesso, ma non è stato l’unica causa.

L’età media dei soggetti deceduti è di circa 43 anni.

Pubblicato il 24/10/2018 alle 17.27 nella rubrica Diario.

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