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Nessuna attività culturale per il 60% degli italiani

E’ stato presentato il rapporto Federculture 2018. Emerge che la cultura in Italia è un settore con luci e ombre. Nel complesso, inoltre, siamo un Paese molto al di sotto della media dell’eurozona in termini di spesa in cultura e ricreazione: se la media in Ue è dell’8,5% della spesa annuale complessiva di una famiglia, in Italia ci si ferma al 6,7%. La più “virtuosa” rimane la Svezia con l’11%.

La quota di spesa dedicata a musei, cinema, teatro e concerti, per una famiglia media italiana è aumentata del 3,1% nel 2017, che in termini assoluti corrisponde a 31 miliardi di euro: un trend in crescita per il terzo anno consecutivo dopo il crollo del 2012-2013.

Il valore annuale complessivo, che comprende quindi anche la spesa per libri e musica, è di 71,4 miliardi con una crescita del 2,6% rispetto al 2016.

Resta però forte il divario tra nord e sud del Paese: se la spesa media mensile di una famiglia è di 129,7 euro, al Nord si raggiungono i 150 euro con il picco in Trentino Alto Adige di 191, ma si scende drasticamente al Sud, con 90 euro mensili, che arrivano a 66 in Sicilia.

Al botteghino si spende di più (+ 0,71 per cento), probabilmente perché aumentano i costi, ma non gli ingressi, che invece diminuiscono di circa 4 punti percentuali, come le attività di spettacolo, in calo di 2 punti e mezzo.

Potrebbe sembrare rassicurante, ma forse non lo è davvero, il dato che arriva dai libri: cresce leggermente la quota di coloro che leggono almeno un libro all’anno, da 40,5% a 41%; aumentano quelli che leggono almeno 3 libri, ma diminuiscono i “lettori forti”, ovvero quelli che ne leggono più di 12.

Seriamente preoccupante invece il dato dell’incultura: il 38,5% degli italiani adulti con almeno 25 anni d’età non partecipa ad alcun tipo di attività culturale; ancora peggio la quota di coloro che non vanno al cinema, non visitano un museo né un sito archeologico almeno una volta all’anno: circa il 70% degli adulti, che diventa 82% al sud.

Qualche speranza arriva dal turismo: quello culturale rappresenta il 35,4% della quota totale; crescono del 10% i visitatori di musei statali e “la spesa culturale di turisti aumenta dell’11%” ha sottolineato il presidente di Federculture, Andrea Cancellato.

“Non abbiamo particolarmente apprezzato che il turismo sia passato dal ministero dei Beni culturali alle Politiche agricole; ci vorrebbe una cabina di regia a Palazzo Chigi” ha criticato Claudio Bocci, direttore di Federculture.

La spesa in cultura delle amministrazioni comunali è scesa del 4% rispetto al 2015 e anche le erogazioni dalle fondazioni bancarie, -9% rispetto al 2016. Quanto ai fondi pubblici, nel 2017 e 2018 lo stanziamento del ministero dei Beni culturali è stato confermato nell’entità degli anni precedenti: il bilancio ministeriale è di 2 miliardi e anche nel previsionale 2018 risulta uno stanziamento di 2,4 miliardi.

Pubblicato il 24/10/2018 alle 17.35 nella rubrica Diario.

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