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Save the Children, in Italia mancano gli asili nido

In Italia solo 1 bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico, con picchi negativi in Calabria e Campania. In queste regioni la copertura è pressoché assente e, rispettivamente, solo il 2,6% e il 3,6% dei bambini frequenta un asilo nido pubblico, uno scenario in cui le ripercussioni negative riguardano soprattutto i minori provenienti da famiglie economicamente svantaggiate e che hanno dunque maggiori difficoltà nell’accedere alla rete degli asili privati non convenzionati. 

Questi dati sono contenuti nel rapporto, realizzato da Save the Children, “Il miglior inizio. Diseguaglianze e opportunità nei primi anni di vita”.

Nel rapporto si dimostra come diseguaglianze educative che possono avere sui bambini un impatto di lunga durata si manifestino molto prima dell’accesso alla scuola dell’obbligo.

La povertà educativa va dunque combattuta a partire dai primi anni di vita, attraverso solide politiche di sostegno alla prima infanzia e alla genitorialità, oggi assolutamente carenti nel nostro Paese, evitando che siano proprio i bambini delle famiglie più svantaggiate a rimanere esclusi dalle opportunità educative come, ad esempio, quelle degli asili nido.

I bambini che hanno frequentato l’asilo nido – mettono in evidenza i risultati della ricerca – hanno risposto in maniera appropriata a circa il 47% dei quesiti proposti a fronte del 41,6% di quelli che hanno frequentato servizi integrativi, che sono andati in anticipo alla scuola dell’infanzia   o che sono rimasti a casa e non hanno quindi usufruito di alcun servizio.

Determinante per prevenire la povertà educativa, secondo l’indagine, risulta essere la durata della frequenza dell’asilo nido.

I bambini appartenenti a famiglie in svantaggio socio-economico che hanno frequentato il nido per tre anni, infatti, hanno risposto appropriatamente al 50% delle domande, a fronte del 42,5% per coloro la cui frequenza è stata tra i 12 e i 24 mesi e del 38% per un solo anno o meno (una percentuale del tutto simile a quella di chi non ha frequentato il nido).

I risultati emersi dalla ricerca confermano quanto sia importante investire nei servizi socio-educativi per la prima infanzia di qualità, compresi gli asili nido,  accessibili a tutti i bambini, per ridurre le disuguaglianze educative che emergono sin dai primi anni di vita.

Un obiettivo che in Italia va perseguito aumentando in particolare la disponibilità di posti e la copertura territoriale per i bambini fino ai 3 anni, riducendo i costi a carica delle famiglie  e adottando criteri d’accesso che ne consentano la fruizione anche ai bambini con genitori in condizioni particolarmente svantaggiate.

Pubblicato il 9/9/2019 alle 8.12 nella rubrica Diario.

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