Blog: http://PaoloBorrello.ilcannocchiale.it

Con il coronavirus si ammala anche l'economia

Con la diffusione del coronavirus in Italia e altrove già si sono manifestati consistenti effetti negativi nel sistema economico e ancora di più si manifesteranno nei prossimi mesi, anche se la loro dimensione dipenderà molto da come evolverà la diffusione del coronavirus nel nostro Paese e nel resto del mondo. Non sarà comunque facile individuare gli interventi più adeguati per contrastare quegli effetti. 

In molti si stanno occupando dei problemi economici causati dalla diffusione del coronavirus in Italia.

Mi è sembrato opportuno riportare alcune parti di un articolo di Mariasole Lisciandro e Massimo Taddei, pubblicato su www.lavoce.info, in quanto vi sono contenute alcune considerazioni senza dubbio interessanti.

In riferimento ai settori più colpiti, i due autori scrivono: “…Sarebbe azzardato provare già a quantificare l’impatto economico delle misure precauzionali imposte dal governo a Lombardia e Veneto, tra le regioni italiane più produttive, ma possiamo iniziare a pensare ad alcune tendenze.

Il danno economico per l’Italia riguarderà sicuramente due aspetti cruciali: il turismo e il settore produttivo.

I cinesi rappresentano una quota importante delle presenze turistiche in Italia, con quasi 300.000 arrivi nel 2014 e più di 450.000 attesi nel 2020, un numero che ora è destinato a crollare proprio a causa del coronavirus.

Ci sarà sicuramente una perdita notevole, basti vedere il pernottamento medio dei cinesi rispetto ai turisti di altre nazionalità. E, cinesi a parte, è verosimile attendersi una flessione complessiva dei flussi turistici verso l’Italia.

Guardando agli andamenti di borsa possiamo provare a capire quali sono i settori più a rischio: vi rientrano sicuramente auto, lusso e viaggi.

Per le quattro ruote, ci sono problemi sia dal lato della domanda che dell’offerta: è inevitabile che il settore dell’automotive risenta del calo della domanda dei mercati cinesi così come è inevitabile che le chiusure forzate degli stabilimenti in Cina danneggino le filiere produttive delle case automobilistiche.

Quanto al lusso, a parte le conseguenze più ovvie legate a ritardi nelle forniture e al calo della domanda, potranno arrivare danni dovuti alla cancellazione di fiere e sfilate, oltre che alla mancata presenza dei buyer cinesi, tradizionalmente tra i più attivi.

L’impatto globale della crisi si nota anche dall’andamento delle principali compagnie aeree: il valore dei titoli di Lufthansa, Air France-Klm e Iag (che comprende British Airways, Iberia e Vueling) è in calo dalla fine del 2019 e, dopo una breve ripresa, è nuovamente crollato in seguito all’arrivo del virus in Europa.

Per quanto riguarda il settore produttivo, la Cina ha acquisito una rilevanza strategica fondamentale nella produzione industriale dei principali paesi avanzati, soprattutto grazie alla condivisione internazionale delle catene del valore

Quando l’economia venne colpita dall’epidemia di Sars nel 2003, la Cina, pur avendo già intrapreso il sentiero di una prodigiosa crescita, aveva un Pil otto volte inferiore rispetto a quello attuale ed era molto meno integrata con il resto del mondo.

E’ quindi ragionevole pensare che, dopo 17 anni, le conseguenze del coronavirus saranno ben superiori.

Anche gli effetti sul resto del mondo saranno particolarmente pesanti e si sommeranno alla generale stagnazione che ha caratterizzato l’economia globale nel 2019.

I primi segnali del rallentamento mondiale si possono intravedere dalle reazioni di molte delle ‘big tech’  americane, che fanno riferimento a migliaia di imprese cinesi, come Foxconn, per la produzione di componenti per i dispositivi elettronici. Quasi tutte le grandi società tecnologiche hanno annunciato un calo dei ricavi nel breve periodo a causa dell’emergenza sanitaria cinese.

In conclusione, non si può ancora determinare con chiarezza quale sarà l’effetto del coronavirus sull’economia italiana, europea e mondiale, così come non esistono ancora dati precisi sul crollo e l’eventuale recupero di quella cinese.

Una parte delle reazioni degli ultimi giorni, come la corsa ai supermercati, è sicuramente dettata dall’isteria generale, ma ci sono importanti segmenti produttivi che stanno pagando cara l’incertezza che aleggia da mesi sul commercio e sui consumi internazionali.

Una cosa è certa: questa epidemia conferma il ruolo della Cina come potenza economica, i cui drammi e le cui fortune possono rendere grandi o affossare le imprese di tutto il mondo”.

All’inizio del post ho rilevato come i problemi economici causati al nostro sistema economico dipenderanno da come evolverà la diffusione del coronavirus in Italia e nel resto del mondo.

Ma, come dimostrano i contenuti dell’articolo che ho riportato, la tipologia dei problemi economici che si determineranno è già, nella gran parte dei casi, individuabile.

Molto più difficile è stabilire quali dovranno essere i principali interventi di politica economica da attuare.

La politica monetaria, per le caratteristiche che ha assunto per fronteggiare la crisi economica degli ultimi anni (con tassi molto bassi e molta liquidità a disposizione), sarà poco utilizzabile.

Alcuni strumenti pochissimo usati in passato come il cosiddetto “elicopter money”, cioè la concessione a tutti di determinate somme di denaro, come si sta facendo a Hong Kong, proprio perché non si conoscono bene i suoi effetti in seguito ai pochi casi nei quali è stata attuata, non si sa se potrà essere molto utile.

La politica fiscale generalmente produce effetti non nel breve termine, anche se la riduzione delle imposte, sia temporanea che protratta nel tempo, potrebbe produrre effetti entro non molto tempo dalla sua adozione.

Peraltro sia la politica monetaria che la politica fiscale incidono soprattutto sulla domanda, mentre i principali problemi economici causati dalla diffusione del coronavirus riguardano l’offerta.

E poi non si devono trascurare gli effetti sui bilanci pubblici di politiche fiscali espansive, anche se è probabile che i governi e le istituzioni economiche internazionali saranno molto più disponibili, rispetto al passato, ad accettare quel tipo di politiche.

Resta il fatto che non sarà facile, tutt’altro, affrontare efficacemente i problemi economici, conseguenza della diffusione del coronavirus, in Italia e nel resto del mondo.

Pubblicato il 5/3/2020 alle 9.46 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web