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Preoccupante: il tasso di disoccupazione è diminuito...

Rispetto al mese di marzo, secondo l’Istat si è verificata, in Italia, una consistente diminuzione del tasso di disoccupazione, sceso al 6,3% (-1,7 punti) e, tra i giovani, al 20,3% (-6,2 punti). Ma tale diminuzione non può essere valutata positivamente, come generalmente avviene, perché ad essa si è accompagnata una notevole crescita degli inattivi, +5,4% (pari a +746.000 unità), +5% tra le donne (pari a +438.000 unità) e +6% tra gli uomini (pari a +307.000). Il tasso di inattività si è attestato al 38,1% (+2,0 punti). 

Cosa è avvenuto?

In seguito alle notevoli difficoltà occupazionali derivanti dalla chiusura di molte attività economiche, connesse alla diffusione del coronavirus, è aumentato considerevolmente il numero di coloro i quali non hanno cercato più lavoro perché sapevano di non trovarlo, e quindi sono diventati inattivi, e quindi il tasso di disoccupazione si è ridotto.

Infatti viene considerato disoccupato, dall’Istat ma anche dagli istituti statistici di tutti gli altri Paesi, chi cerca attivamente un lavoro, non semplicemente chi non ha un lavoro.

La gravità della situazione del mercato del lavoro, in Italia, nel mese di aprile, è ulteriormente dimostrata da un altro dato: la diminuzione dell’occupazione (-1,2% pari a -274.000 unità) è stata generalizzata, coinvolgendo le  donne (-1,5%, pari a -143.000), gli uomini (-1,0%, pari a -131.000), i dipendenti (-1,1% pari a -205.000), gli indipendenti (-1,3% pari a -69.000) e tutte le classi d’età, portando il tasso di occupazione al 57,9% (-0,7 punti percentuali).

Confrontando il trimestre febbraio-aprile 2020 con quello precedente (novembre 2019-gennaio 2020), l’occupazione è risultata in evidente calo (-1,0%, pari a -226.000 unità) per entrambe le componenti di genere.

Sono diminuite nel trimestre anche le persone in cerca di occupazione (-20,4% pari a -497.000), mentre sono aumentati gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,2% pari a +686.000 unità).

Il netto calo congiunturale dell’occupazione ha determinato una flessione rilevante anche rispetto al mese di aprile 2019 (-2,1% pari a -497.000 unità), verificata per entrambe le componenti di genere, per i dipendenti temporanei (-480.000), per gli autonomi (-192.000) e per tutte le classi d’età, con le uniche eccezioni degli over50 e dei dipendenti permanenti (+175.000).

Il tasso di occupazione è sceso di 1,1 punti percentuali.

Quanto verificatosi nel mercato del lavoro italiano, nel mese di aprile, dimostra inoltre che i dati statistici relativi al sistema economico devono essere ben interpretati se si intende evitare di formulare valutazioni frettolose ed errate.

Pubblicato il 11/6/2020 alle 10.56 nella rubrica Diario.

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