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La campanella non sempre suona per gli alunni disabili

Rimandare di almeno una settimana il ritorno a scuola, oppure ridurre l’orario scolastico: se tante e diverse sono le richieste che in questo momento tutti i genitori d’Italia ricevono dalle rispettive scuole, queste due in particolare pare siano dedicate specificatamente agli alunni con disabilità. E’ quanto denuncia il coordinamento italiano insegnanti di sostegno: “Ai genitori degli alunni con disabilità arrivano richieste o comunicazioni per il rinvio dell’inizio della scuola. Qualcuno propone orario ridotto, o di tenere il figlio a casa”, oppure, ancora, “suggerisce di portare il figlio dopo una settimana”, o semplicemente comunica che “il figlio con disabilità sarà in un’aula con un insegnante (di sostegno)”.  

Il coordinamento italiano insegnanti di sostegno, , in vista dell’apertura del nuovo anno scolastico, aveva emesso un comunicato nel quale sono state avanzate diverse richieste.

“Nel ribadire la disponibilità e la massima collaborazione affinché, nel pieno rispetto delle indicazioni in materia di sicurezza, a tutti gli alunni della scuola italiana e, in particolare, agli alunni con disabilità siano garantiti il diritto allo studio e alla frequenza, chiede che venga posta attenzione alle seguenti questioni:

che in ogni classe, sin dal primo giorno di scuola, siano presenti tutti i docenti,

che sin dal primo giorno di scuola sia assicurato il servizio di trasporto scolastico, in particolare per gli alunni con disabilità, in modo da consentire il diritto alla frequenza, nel rispetto delle norme sulla sicurezza (Sentenza Corte costituzionale n. 275/2016),

che le ore di sostegno attribuite siano assegnate senza spezzare le cattedre, preferibilmente assegnando l’incarico a un unico docente (legge 104/92),

che si vigili affinché il distanziamento, richiesto dalle norme emanate per l’emergenza sanitaria, non penalizzi l’alunno con disabilità e non costituisca scusante per allontanarlo dalla classe o per ridurre l’orario di frequenza (legge 67/2006),

che a ciascun alunno con disabilità vengano attribuite tutte le risorse già indicate nel Pei per l’attuale anno scolastico (senza costringere le famiglie a dover ricorrere alla magistratura per il loro riconoscimento) (Costituzione artt. 2,3,34),

che a ogni scuola sia assegnato personale numericamente sufficiente e adeguatamente formato per soddisfare le esigenze di assistenza, così come previsto dai singoli Pei (legge 67/2006),

che siano favorite la partecipazione, la condivisione e il confronto con le famiglie degli alunni con disabilità, condizioni indispensabili per promuovere il processo di inclusione.

Al tempo stesso il coordinamento esprime preoccupazione in quanto:

le indicazioni ministeriali riguardanti la ripresa del nuovo anno scolastico, in particolare per quanto concerne la frequenza degli alunni con disabilità, appaiono poco chiare e scarsamente orientate all’inclusione,

le indicazioni relative al servizio di istruzione domiciliare, la cui attivazione è conseguente a una specifica procedura e quelle sulla contestuale disponibilità dei docenti, sono proposte in modo sommario, lasciando spazio a soggettive interpretazioni,

le norme emanate in questi ultimi mesi contribuiscono sempre più a rafforzare la delega del processo inclusivo al solo docente incaricato su posto di sostegno, legittimando, in tal senso, la deresponsabilizzazione dei docenti incaricati su posto comune o disciplinare,

non è ancora stata attivata una mirata formazione per acquisire e/o potenziare le competenze necessarie per affrontare attività di insegnamento-apprendimento con l’uso di strumenti digitali, in presenza e a distanza; e. in vista dell’emanazione del nuovo modello di Pei, anticipato dalla ministra Azzolina nel giugno scorso, teme che venga recepita l’indicazione dell’art. 7 comma 2 lettera a) in cui è previsto che il Pei sia ‘approvato’, determinando, di conseguenza, l’esclusione della famiglia dal processo decisionale riguardante il proprio figlio,

in merito all’erogazione della didattica online non è stata prevista alcuna indicazione a livello contrattuale.

Il coordinamento auspica che, anche nella emanazione di futuri provvedimenti, il ministero dell’Istruzione ponga coerentemente attenzione al processo inclusivo, in particolare nei confronti degli alunni con disabilità, senza perdere mai di vista quei principi costituzionali e normativi che riconoscono a ciascun cittadino il diritto alla piena realizzazione personale e sociale”.

Pubblicato il 14/9/2020 alle 10.11 nella rubrica Diario.

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