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Perchè ho fiducia in Mario Draghi

Mario Draghi è diventato presidente del Consiglio. Io ho fiducia in Mario Draghi. Credo che potrà fare bene nel suo nuovo incarico, nonostante che i problemi cui si troverà di fronte saranno molti e di notevole rilievo, dall’emergenza sanitaria all’emergenza economica a quella sociale.

I motivi che mi spingono ad avere fiducia in Mario Draghi sono diversi.

Certamente il ruolo che ha svolto come presidente della Banca centrale europea.

Ma per me è forse più importante un altro motivo.

Mario Draghi è stato uno degli allievi di Federico Caffè, uno dei principali economisti italiani del Novecento, con il quale, fra l’altro, si è laureato.

Caffè insegnò per molti anni alla facoltà di economia dell’università La Sapienza di Roma.

Caffè può essere definito, senza dubbio, un keynesiano.

Riteneva che l’intervento pubblico in economica fosse indispensabile. Infine riteneva che l’economia di mercato fosse contraddistinta da limiti insuperabili.

E per superare quei limiti, per tentare ad esempio di raggiungere l’obiettivo della piena occupazione, o almeno per avvicinarcisi, era necessario l’intervento pubblico. Di qui la notevole attenzione di Caffè alla politica economica.

Caffè era molto interessato agli effetti sociali determinati dalle misure di politica economica e riteneva che esse dovevano anche essere finalizzate al verificarsi di un’equa distribuzione dei redditi.

Quindi Caffè si occupava anche di temi di natura etica che, generalmente, vengono trascurati dagli economisti.

Si potrebbe sostenere che Mario Draghi non sempre, nei suoi diversi incarichi, abbia rispettato i principi ispiratori del pensiero economico di Federico Caffè.

Ma, nell’ambito del suo incarico più importante, quello di presidente della Bce, io ritengo che li abbia rispettati, soprattutto quando ha attuato una politica monetaria fortemente espansiva, peraltro non tradizionale e caratterizzata da contenuti fortemente innovativi, scontrandosi soprattutto con esponenti politici ed economici tedeschi.

Perché non dovrebbe rispettare le “lezioni” di Federico Caffè anche come presidente del Consiglio?

Io ritengo che lo farà, se non gli verranno frapposti ostacoli insuperabili soprattutto da parte dei rappresentanti dei partiti che sostengono la sua maggioranza di governo.

Ma, attualmente, i partiti sono molto deboli e di conseguenza i margini a disposizione di Mario Draghi sono molto ampi.

Pubblicato il 18/2/2021 alle 10.45 nella rubrica Diario.

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