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La Spagna meglio dell'Italia, per l'eutanasia

Il Parlamento spagnolo ha approvato definitivamente, il 18 marzo scorso, una legge sull’eutanasia e il suicidio medicalmente assistito. In Italia invece non si riesce nemmeno a discutere in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare sull’eutanasia, presentata già da alcuni anni.

Questa legge ha reso la Spagna il sesto paese al mondo a riconoscere il diritto ad un fine-vita dignitoso, dopo i Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Canada e di recente la Nuova Zelanda.

In Svizzera, il suicidio assistito “per motivi non egoistici” è legale come in alcuni stati degli Stati Uniti d’America e dell’’Australia.

In Germania, Austria, Italia e Perù sono state emesse delle sentenze delle rispettive Corti Supreme che permettono l’assistenza al suicidio invitando i Parlamenti relativi di legiferare in tal senso.

La legge in questione consentirà alle persone che soffrono di una condizione di salute grave e incurabile di richiedere e ricevere assistenza per porre fine alla propria vita.

Diversi membri del Parlamento hanno sottolineato che i sondaggi mostrano che la maggioranza degli spagnoli (nel 2019 era favorevole l’83% della popolazione e, sempre nel 2019, il 69% dei medici) è favorevole alla regolamentazione del diritto di morire.

“E’ una richiesta della società civile che supera le differenze ideologiche”, ha affermato il ministro della Salute Salvador Illa del Partito Socialista Operaio Spagnolo e che l’approvazione del disegno di legge dimostra che la Spagna è “un paese democratico e maturo. Non potevano rimanere impassibile davanti a una sofferenza insopportabile”.

Solo i gruppi di centrodestra - il Partito Popolare (Pp), Vox e l’Unione del Popolo Navarrese (Upn) - hanno votato contro il disegno di legge.

Tra le disposizioni più significative della legge va considerato l’articolo 3 che definisce alcuni concetti tra i quali:

il consenso informato di un paziente in piena facoltà di intendere e volere significa di ricevere l’informazione adeguata a poter chiedere il fine-vita volontario;

la necessità che vi sia “una malattia grave, cronico e disabilitante”, condizione che riguardi una persona affetta di limitazione che incidono direttamente sulla attività fisica autonoma e su quella della vita quotidiana, in maniera tale che limita la sua autonomia e che detta condizione causi una sofferenza fisica o psichica costante e insopportabile senza possibilità di sollievo che la persona considera tollerabile, con una prognosi di vita limitata e in un contesto di fragilità progressiva;

l’obiezione di coscienza cioè il diritto individuale del personale sanitario di non accettare la richiesta del paziente di terminare la vita;

la prestazione dei medici avviene in due modi: la somministrazione diretta di una sostanza letale da parte del personale sanitario competente oppure la prescrizione o la consegna al paziente da parte del personale sanitario di una sostanza letale, in modo che questo possa autonomamente somministrarsela per causare la propria morte (la legge non indica che un medico deve essere presente al momento dell’autosomministrazione).

E invece in Italia non si riesce nemmeno a discutere in Parlamento la proposta di iniziativa popolare che, a certe condizioni, consentirebbe l’eutanasia, proposta promossa dall’associazione Luca Coscioni e presentata già da alcuni anni.

Peraltro, anche la Spagna come l’Italia è un Paese cattolico, ma i comportamenti dei Parlamenti sono stati molto diversi.

Anche in Italia, poi, secondo alcuni sondaggi, la maggioranza della popolazione sarebbe favorevole all’eutanasia.

Non vale come motivo per non trattare il tema dell’eutanasia che, in periodo di pandemia, ci sono problematiche più importanti da trattare. Ovviamente anche in Spagna c’è la pandemia eppure quella legge è stata approvata.

Sarebbe necessario che il centrosinistra, e in primo luogo il Pd, ora guidato da Enrico Letta il quale si propone di tenere in maggiore considerazione le esigenze della società italiana, dovrebbe battersi con impegno affinchè sia approvata dal Parlamento una legge che consenta l’eutanasia.

E’ normale che il centrodestra si opponga, come del resto avvenuto anche in Spagna, all’approvazione di una tale legge. Non è normale, a mio avviso, che il centrosinistra si comporti nello stesso modo. Peraltro è possibile che alcuni parlamentari dello stesso centrodestra votino a favore di una legge sull’eutanasia.

Certamente, dell’attuale maggioranza di governo fa parte la Lega che è fortemente contraria all’eutanasia, ma credo che sia possibile che su temi di natura etica, come l’eutanasia, si formi in Parlamento una maggioranza diversa, che non comprenda la Lega.

Non necessariamente il governo deve prendere una posizione al riguardo. E’ in Parlamento che si deve decidere se approvare una legge simile a quella approvata in Spagna oppure no.

E io spero che, quanto prima, il Parlamento quanto meno si esprima su una proposta di legge che consenta in Italia l’eutanasia.

Pubblicato il 8/4/2021 alle 10.51 nella rubrica Diario.

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