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Anche in Italia alcuni diritti umani non sono tutelati

E’ stato recentemente pubblicato il rapporto 2020-2021 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani nel mondo. Un capitolo riguarda l’Italia. E anche nel nostro Paese alcuni diritti umani non sono stati adeguatamente tutelati.

Ho ritenuto opportuno riportare alcune parti del rapporto relativo alla situazione italiana.

“Le autorità hanno assunto decisioni che hanno aumentato il rischio di contagio da Covid-19 per gli anziani nelle case di riposo, causando decessi che avrebbero potuto essere evitati.

L’accesso di rifugiati e migranti al territorio italiano è stato ridotto e i loro diritti sono stati limitati durante il lockdown.

E’ proseguita la cooperazione con le autorità libiche sulla migrazione. Le Ong di soccorso hanno continuato a essere criminalizzate.

Si sono verificati numerosi decessi in custodia e segnalazioni di tortura.

Le persone indigenti e senza dimora hanno affrontato il lockdown in una condizione di alloggi inadeguati.

I casi di violenza domestica sono aumentati durante il lockdown...

L’impatto del Covid-19 è stato significativamente diverso nelle varie parti del Paese e le persone anziane nelle case di riposo al nord sono state particolarmente colpite.

Le decisioni a livello nazionale e locale, insieme alla mancata implementazione di adeguati meccanismi di protezione, hanno aumentato il rischio di esposizione al virus per i residenti…

A fine anno, 34.154 persone, di cui 4.631 minori non accompagnati, erano arrivate irregolarmente via mare.

Il 7 aprile, l’Italia ha chiuso i porti agli sbarchi e ha dichiarato che, a causa della pandemia, il Paese non era un luogo sicuro per i soccorsi effettuati da navi battenti bandiera straniera, al di fuori della sua regione di ricerca e soccorso.

La misura è sembrata prendere di mira le navi delle Ong che spesso, dopo i soccorsi, sono state lasciate in mare per giorni senza istruzioni…

Le autorità hanno continuato a penalizzare le Ong per le loro attività di soccorso in mare. Le navi sono state ispezionate e sequestrate e sono state ripetutamente inflitte ammende…

E’continuata la cooperazione con la Libia sul controllo delle frontiere, che ha portato all’intercettazione da parte delle autorità libiche di oltre 11.265 persone, fatte poi sbarcare in Libia, dove rifugiati e migranti hanno continuato a subire torture e altri abusi sistematici…

Sono stati registrati numerosi decessi in custodia nelle carceri e nei centri di rimpatrio, in un contesto di maggiore isolamento dei detenuti dalla società e di riduzione dei servizi, compresa l’assistenza sanitaria psicologica, a causa della pandemia da Covid-19.

A marzo si sono verificati 13 decessi nelle carceri a seguito di disordini in alcuni istituti. Diverse morti sono state dovute a overdose, dopo che i detenuti avevano ottenuto accesso alle forniture mediche delle infermerie…

Sono pervenute numerose segnalazioni di torture e altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti da parte di personale carcerario e agenti di polizia…

A marzo, il governo ha sospeso gli sgomberi e successivamente ha prorogato il provvedimento fino alla fine dell’anno.

Nonostante ciò, ad agosto, le autorità locali hanno sgomberato con la forza l’insediamento rom al Foro Italico, a Roma. La maggior parte dei residenti aveva abbandonato le abitazioni nei giorni precedenti. Molte famiglie sono rimaste senza casa.

Le autorità locali non sono riuscite a garantire che i lavoratori migranti impiegati per raccogliere frutta, spesso in condizioni di sfruttamento, nella Piana di Gioia Tauro, in Calabria, avessero accesso a un’adeguata protezione contro il Covid-19, compresi alloggi adeguati. Centinaia di migranti hanno vissuto la pandemia in insediamenti informali privi di elettricità e servizi igienici e con un accesso inadeguato ad acqua potabile e cibo.

Molti senza dimora in tutto il Paese non hanno potuto accedere ad alloggi sicuri durante il lockdown e hanno avuto difficoltà a trovare cibo e assistenza a causa della chiusura di cucine pubbliche e dormitori, in cui erano stati registrati casi di Covid-19…

Le Ong per i diritti delle donne hanno segnalato un aumento della violenza domestica durante il lockdown. I dati ufficiali hanno registrato oltre 23.000 chiamate al numero nazionale per l’assistenza, che nel 2019 ne aveva ricevute circa 13.400…

La prevalenza di ginecologi che si oppongono all’aborto per motivi di coscienza è rimasta un ostacolo significativo all’accesso al diritto all’aborto…”.

L’Italia non è un’isola felice, quindi, relativamente alla salvaguardia dei diritti umani.

E’ indispensabile pertanto che vi sia un’ampia consapevolezza di tale situazione che dovrà essere accompagnata, però, dall’adozione di adeguati interventi volti a tutelare in misura maggiore i diritti umani.

Pubblicato il 22/4/2021 alle 10.41 nella rubrica Diario.

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